randomness. [il fratello rumoroso di lapitziracconta® - ex le mie parole.]
lapitziconsiglia®
June 17, 2011
Ricordo mio padre che s’esprimeva sempre in perfetto italiano, anche a casa, perché sennò ci prendono per terroni noi migranti senza patria di stirpe zappatora. Quando però si trovava a discutere col muratore o col pescivendolo locale, papà, come Zelig, adattava il proprio lessico, la cadenza, l’idioma nell’insieme, al proprio interlocutore.
Affascinante.
Poi, più tardi, soli, mi spiegava con orgoglio quanto lui fosse in grado di parlare con tutti: dal contadino all’avvocato. Per lui l’avvocato era il top dell’eloquenza forbita.
Crescendo ho compreso che quell’identico discorsetto orgoglioso al proprio figlio lo faceva anche il muratore, o il pescivendolo, dopo aver parlato con papà.
È sempre un incontrarsi a metà del guado che separa i rispettivi territori linguistici, culturali, credendo, però, ognuno di aver percorso l’intera traversata fino all’altrui sponda, e ci si compiace di questa capacità natatoria.